Una Coppia in Crisi

Atto unico

Una Coppia in Crisi

Premessa

C’è pure un’idea dietro  questa scenetta ed è quella che ho espresso tacitamente nei “3 racconti sentimentali: Svania, Alsia e Dulya” (presenti in questo blog, nella categoria della “Narrativa”), vale a dire l’idea che le separazioni in una coppia, pur essendo solitamente più o meno dolorose, possono essere gestite in modo civile, umano, pacifico anche e forse soprattutto a vantaggio dei figli, ovviamente  fermo restando che ce ne siano e che ci sia anche la volontà di non comportarsi come dei cavernicoli!

La scena

Un posto qualsiasi, in un luogo qualsiasi, in un’ora qualsiasi, in uno di questi ultimi due secoli…preferibilmente in cucina: francamente non saprei perché…ma pazienza:
forse gli psicanalisti lo sanno, forse…e saprebbero spiegare il tutto, forse…ma comunque a modo loro…modo talvolta discutibile,
molto discutibile!

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Lui   – Ma non gridare così, mi rompi i timpani…

Lei   – Ma se non ho alzato la voce…

Lui   – È ciò che fai sempre

Lei   – Ora non ho gridato

Lui   – È come se l’avessi fatto…

Lei   – Ho appena sussurrato

Lui   – Appunto

Lei   – Scusa, che cosa vuoi dire con quel “appunto” ?

Lui   – Voglio dire che mi hai rotto !

Lei   – Ah, è così…e in che senso ti avrei rotto?

Lui   – Con quelle tue domande

Lei   – Ma quali domande?

Lui   – Dove sei stato, con chi sei stato, che cosa hai fatto e tutto il resto…
e poi se ti sei occupato dei bambini…

Lei   – Dei tuoi bambini, sono i tuoi bambini! Non hanno il diritto di vederti ogni tanto?

Lui   – Sì, ma questo non ti riguarda…

Lei   – Come non mi riguarda: da un lato mi dici di essere gentile con loro quando vengono a trovarti, di trattarli bene, di preparare loro una buona merendina e magari anche la cenetta: adesso tutto a un tratto la cosa non mi riguarda…o mi riguarda soltanto quando si tratta di fare la baby-sitter, la cuoca e la servetta, ma per il resto niet!

Lui  – Sei la solita rompiscatole, hai sempre qualcosa da recriminare, sei insopportabile!

Lei   – Allora mi sopporti soltanto per farti da schiavetta: con il lavato, stirato, cucinato,
pulito e tutto il resto…

Lui  – E poi non sai neppure darmi dei figli!

Lei   – Questa è bella…primo, ne hai di tuoi e non ti occupi quasi mai di loro,
semmai dovrei farlo ancora io; secondo, come si fa a fare dei figli se non si
hanno quasi mai dei rapporti sessuali, a parte una qualche sveltina a ogni
nomina di Arcivescovo e terzo, chi dice che sarebbe colpa mia se ti sei sempre
rifiutato nel sottoporti agli esami di rito?

Lui   – Basta, non ne posso più!

Lei   – Ecco, quando si tratta di venire al dunque e parlare di cose serie, non ci sei…
(breve pausa da parte d’ambedue…come per riprendere fiato…)
Lei   –  Comincio a pensare che mi cerchi, per mettermi dalla parte del torto, magari
per farla finita, forse per poter divorziare, attribuendomi esclusivamente la responsabilità
(altra breve pausa…poi sempre)

Lei   – Forse hai un’altra donna e vuoi liberarti di me!

Lui   – Questa poi…adesso ne inventi una più grossa dell’altra!

Lei   – Sai, mettendo insieme uno più uno più uno, arriviamo in fretta a quattro o cinque e
questo spiegherebbe bene che da parte tua non c’è parola, un gesto d’affetto…e da tanto tempo!

Lui   – Ecco, la solita noiosa, sospettosa, recriminante…

Lei   – Stai forse dimenticando tutte le volte che ho tentato di avvicinarmi a te, di essere carina,
affettuosa, perfino seduttiva…ma tu niente…un macigno che trovava sempre una scusa per evadere:
il tempo, il lavoro, i bambini, la squadra di calcio, la stanchezza, il mal di stomaco e quant’altro…
(altra pausa densa di significati)
Lei   – Sai, in fondo ne ho abbastanza, questa non è una vita…io così non voglio continuare, ci distruggiamo a vicenda…chiedi pure il divorzio, se no lo chiederò io…e non te lo renderò facile puoi starne certo…per me vivere è un’altra cosa e poiché sono ancora alquanto giovane posso
rifarmi una vita diversa e non quella di una servetta che per di più continua a prendersi i calci in quel posto…no grazie…
(lui sembra esterrefatto, spiazzato, perché una reazione simile non se l’aspettava…e con tono più conciliante, ma farfugliando alquanto…)

Lui   – Ma no…non prendertela…non intendevo così… di questi tempi sono un po’ nervoso…
ci sono dei problemi sul lavoro…con la mia ex e non sono tanto in forma…

Lei   – Ecco, ci risiamo, la solita scena quando sei messo alle strette, ai ferri corti! Allora ritiri
la coda tra le gambe, fai marcia indietro e se ti lascio fare tra poco sarai un povero martire che
non trova comprensione da parte di sua moglie, alla quale vuole tanto bene e con la quale vuole
essere tanto conciliante…poiché lei non lo è mai! No caro, non ci sto più…quante volte ho assistito
a questa scena, facendo le volute concessioni, ma poi dopo poco si ripropone il solito ritornello,
un po’ come un bel daccapo senza fine…no basta e sai che cosa credo?
(breve pausa durante la quale lui è proteso come per ricevere la prossima bastonata!)

Lei   – Credo che cerchi di cavartela a buon conto, forse perché la tua amante è sposata, non
vuole lasciare la sua famiglia e tu vuoi continuare a godertela, magari gratis, senza problemi!
(lui sta annaspando per cercare di dire qualcosa, ma rimane bloccato)
Lei   – Mi sa che ho colpito nel segno…(però rallenta la presa e non rincara la dose perché
lo vede in serie difficoltà, d’altronde accasciato su una sedia, come
privo di forze!)
Lei   – Per oggi fermiamoci qui…ma riprenderemo il discorso in un altro momento, più
propizio e con più calma!
(lui la guarda un po’ come se le fosse riconoscente per questa tregua…poi, poco dopo,
ognuno se ne va per i fatti suoi)

*          *          *                                  So long, I am around…

Fine della scena


 

 

 

About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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